Questo breve romanzo narra la storia di Godo D'Arpeggi, un giovane ed eccentrico pittore di talento che vive in una prigione, quella della sua scuola: il Liceo Artistico. Lo sterile e asfissiante moralismo dei suoi professori non gli perdona l'originalità che rompe gli schemi, di certo fragorosamente ma che è simbolo di una quintessenza artistica che rimanda alla purezza, che vive e pulsa dentro. Tale purezza straborda fuori vulcanicamente risultando estrema, intollerabile, ineluttabilmente incompresa e condannabile. Godo deve combattere contro chi crede di insegnare e di educare ma invece opprime, violenta e ferisce quasi mortalmente quell'anima nobile che ribolle dentro. Un'anima forte però, che alla fine vince, in virtù di una superiorità congenita, troppo lontana per distanza qualitativa.... Se esiste solo un soffio, di una qualche piccola verità, esso esiste nell'Arte e lì vibra, a una velocità superiore, che solo l'artista scopre stupefatto nella sua ripida sensibilità - un Regno il cui respiro è composto di pura vertigine . "Possiamo perdonare un bambino che ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce". Platone In copertina: Renata Palubinskas, "Blue dress".www.luciogiuliodori.com